Automotive: chi guiderà la nuova era della mobilità?

Condividi:

L’industria automobilistica è nel pieno di una rivoluzione senza precedenti. Non si tratta solo di passare dai motori a combustione all’elettrico: è un cambiamento strutturale che riguarda tecnologia, software, filiera produttiva e modello di business.

Chi saranno i veri vincitori nei prossimi 10 anni?
In questo articolo analizziamo i megatrend chiave, i principali player del settore, e le case automobilistiche più futuristiche su cui potrebbe valere la pena investire.

 

Le 5 forze che stanno cambiando l’automotive

  1. Elettrificazione di massa
    – Le auto elettriche (EV) rappresentano oggi il 18% delle vendite globali, ma si prevede superino il 40% entro il 2030.

  2. Software-Defined Vehicles
    – Le auto moderne sono sempre più “computer su ruote”. Il software è ormai centrale per UX, guida autonoma, diagnosi e aggiornamenti OTA.

  3. Guida autonoma e assistita
    – Dai livelli 2 e 3 (ADAS avanzati) si punta al livello 4 e 5. I test sono in corso, ma la competizione tra Tesla, Waymo, Apple, Nvidia e altri è feroce.

  4. Nuove filiere produttive
    – Verticalizzazione, gigafactory, reshoring, controllo sui chip e batterie: chi ha filiere solide sarà leader.

  5. Modelli di business ibridi
    – Dal “car-as-a-service” all’abbonamento mensile, le aziende stanno trasformando il rapporto con il cliente, sempre più digitale e ricorrente.

Case Automobilistiche Futuristiche da Tenere d’Occhio

1. Tesla (TSLA) – Il riferimento, ma non più sola

  • Pioniere dell’elettrico e del software, oggi è più una tech company che un produttore auto.

  • Leadership in guida autonoma, margini elevati, approccio “full stack”.

  • Rischio: valutazioni elevate e aumento concorrenza (soprattutto cinese).

  • Visione: scommessa sul lungo termine, ma serve disciplina d’ingresso.

2. BYD – Il colosso cinese silenzioso

  • Supera Tesla in vendite di EV in Cina.

  • Verticalizzata (produce batterie e semiconduttori in-house).

  • Forte supporto statale e aggressività di pricing.

  • Occhio alla crescita globale: sta entrando anche in Europa.

3. Mercedes-Benz – Software e lusso si incontrano

  • Forte focus su elettrico (EQ series) e collaborazione con Nvidia per guida autonoma.

  • Mantiene marginalità grazie al posizionamento premium.

  • Piano Ambition 2039: carbon neutral lungo tutta la supply chain.

4. NIO – L’alternativa smart tech cinese

  • Auto elettriche intelligenti con battery swapping e interfaccia utente avanzata.

  • Più simile a un ecosistema tech che a una casa tradizionale.

  • Investimenti in R&D software e guida autonoma.

5. Stellantis – Il gigante che innova (forse sottovalutato)

  • Marchi iconici (Jeep, Peugeot, Fiat, Chrysler) e forte pipeline EV.

  • Investimenti in software e partnership (es. con Amazon e Foxconn).

  • Valutazione interessante rispetto ai peers, anche grazie al dividendo elevato.

6. Rivian – Scommessa americana su veicoli elettrici outdoor

  • Supportata da Amazon e Ford.

  • Focalizzata su pick-up e SUV elettrici.

  • Ancora in fase di scale-up, ma con forte riconoscibilità e prodotto di nicchia.

7. Porsche AG – Sportiva, elettrica, premium

  • Spinoff recente da Volkswagen.

  • Forte brand equity, transizione EV con Taycan.

  • Ottima esposizione al segmento lusso-performance, che mantiene margini alti.

 

Dove guardare come investitori

Quando si valuta un investimento nel settore auto, non basta guardare le vendite. Ecco i driver strategici da monitorare:

  • Tecnologia proprietaria (chip, software, batterie)

  • Capacità produttiva e margini operativi

  • Espansione internazionale

  • Flessibilità di filiera

  • Investimenti in R&D vs CapEx produttivi

  • Modello di business data-driven (abbonamenti, dati, software-as-a-service)

 

Case tradizionali che stanno cambiando pelle

Anche i grandi nomi storici non stanno a guardare. Alcuni esempi:

  • Ford sta investendo miliardi in EV, con modelli come la Mustang Mach-E e F-150 Lightning.

  • BMW mantiene uno dei portafogli elettrici più estesi in Europa.

  • Toyota, pur essendo lenta sull’elettrico, spinge forte sull’ibrido e sull’idrogeno.

Molti di questi gruppi possono offrire valutazioni più conservative, con esposizione indiretta ai trend di lungo termine.

 

Conclusione

L’automotive non è più solo un settore industriale: è una piattaforma tecnologica, energetica e di consumo.
Chi investirà nei prossimi 10 anni dovrà scegliere tra visione, solidità, innovazione e capacità di execution.

Tre criteri chiave per costruire un’esposizione efficace al settore:

  • Una quota di aziende pure-player innovativi (Tesla, NIO, Rivian)

  • Una quota di player tradizionali evoluti (Mercedes, Stellantis, Ford)

  • Una quota di aziende nella filiera (batterie, chip, software: vedi Nvidia, ON Semiconductor, CATL)

Articoli correlati

The Courses