Gli investimenti ESG (Environmental, Social, and Governance) hanno dominato la narrativa finanziaria negli ultimi anni, spinti da politiche globali, crescente consapevolezza ambientale e pressioni regolatorie. Tuttavia, il quadro sta cambiando rapidamente.
L’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti ha innescato un ripensamento su molte strategie ESG, con una probabile riduzione del sostegno federale alle energie rinnovabili e un ritorno a politiche più favorevoli ai combustibili fossili. Tuttavia, sarebbe riduttivo attribuire il rallentamento degli ESG solo alla politica americana.
Fattori macroeconomici come l’aumento dei tassi d’interesse, l’instabilità geopolitica e l’attenzione crescente ai rendimenti immediati hanno messo sotto pressione i fondi sostenibili. Ciò solleva una domanda fondamentale: l’ESG sta perdendo rilevanza o sta semplicemente evolvendo verso una nuova fase?
L’effetto Trump: un rischio o solo una variabile?
L’amministrazione Trump 2.0 potrebbe allentare molte delle regolamentazioni ambientali imposte dall’amministrazione Biden, favorendo settori come petrolio e gas a scapito delle energie rinnovabili.
Le conseguenze più probabili includono:
- Rallentamento degli incentivi federali per il settore green, con una riduzione dei sussidi per eolico e solare.
- Meno pressioni per le aziende su disclosure ESG, rendendo meno vincolanti alcuni obblighi di trasparenza.
- Maggiore focus su energia fossile e indipendenza energetica statunitense, favorendo produttori di petrolio e gas.
Nonostante ciò, gli investimenti ESG potrebbero non scomparire. Molte iniziative, come i green bond e gli obblighi di disclosure nelle borse europee, sono ormai ben radicate e difficilmente verranno annullate del tutto.
L’Europa, ad esempio, ha rafforzato il proprio Green Deal, imponendo regolamentazioni più stringenti per le aziende che operano nei mercati finanziari. Questo significa che, mentre gli ESG potrebbero perdere slancio negli Stati Uniti, in altre regioni del mondo potrebbero continuare a prosperare.

ESG e mercati: i tassi d’interesse come fattore di frenata
Un altro elemento chiave da considerare è l’impatto dell’aumento dei tassi d’interesse sulla finanza sostenibile.
Quando i tassi erano vicini allo zero, i fondi ESG e le aziende green potevano ottenere finanziamenti a basso costo, favorendo l’espansione di settori come le energie rinnovabili e le tecnologie a basse emissioni. Ora, con tassi più elevati, il costo del capitale è aumentato, rendendo alcuni progetti meno redditizi.
I settori più colpiti includono:
- Startup e imprese innovative ESG, che dipendono fortemente dal debito per espandersi.
- Progetti a lungo termine, come infrastrutture energetiche rinnovabili, che ora devono affrontare costi di finanziamento più elevati.
Questo non significa la fine degli investimenti sostenibili, ma implica una maggiore selettività: gli investitori ora guardano con più attenzione alla redditività e alla sostenibilità economica dei progetti, non solo ai loro impatti ambientali e sociali.
Dallo “Sboom” ESG a un nuovo approccio: il futuro della finanza sostenibile
Sebbene alcuni fondi ESG abbiano subito deflussi negli ultimi mesi, ciò potrebbe rappresentare un’opportunità di ripensamento e ridefinizione.
Ecco alcuni trend emergenti che potrebbero caratterizzare la prossima fase dell’ESG:
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Dall’ESG puro all’Impact Investing
Gli investitori stanno passando da una logica di esclusione (evitare aziende con rating ESG bassi) a una logica più attiva di impact investing, ovvero investire in aziende che dimostrano un impatto positivo tangibile e misurabile. -
Focus sulla Performance, non solo sui Principi
I fondi ESG hanno affrontato critiche per aver sacrificato il rendimento a favore di criteri etici. Il futuro vedrà probabilmente un focus maggiore sulla redditività dei fondi sostenibili, rendendoli più competitivi rispetto agli investimenti tradizionali. -
ESG senza l’Etichetta
Sempre più aziende stanno integrando pratiche di sostenibilità senza enfatizzare l’etichetta ESG. Questo approccio, chiamato greenhushing, mira a evitare polemiche politiche e a concentrarsi su strategie efficaci senza eccessiva visibilità. -
Nuovi Settori Emergenti
Oltre alle energie rinnovabili, stanno emergendo nuovi segmenti con forte impatto ESG, come:- Tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio (CCS)
- Agricoltura rigenerativa e tecnologie per l’efficienza idrica
- Materiali innovativi e circolarità delle risorse
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Pressioni Regolatorie Contrapposte
Mentre negli Stati Uniti le politiche ESG potrebbero essere allentate, l’Europa e alcuni paesi asiatici stanno rafforzando i loro requisiti. Questo potrebbe portare a una frammentazione del mercato, con aziende che dovranno adattarsi a regole diverse in base alle aree geografiche.

Evoluzione dell’interesse ESG nelle aree geografiche
Ho creato una tabella che evidenzia le diverse tendenze degli investimenti ESG nelle principali aree geografiche: USA, Cina ed Europa. Puoi consultarla direttamente per capire come le dinamiche ESG stanno cambiando a livello globale.

Conclusioni
L’era dell’ESG come semplice “trend di mercato” potrebbe essere giunta al termine, ma questo non significa che la finanza sostenibile sia destinata a scomparire. Al contrario, sta entrando in una nuova fase, più pragmatica e orientata ai risultati.
Le strategie ESG dovranno dimostrare una chiara connessione tra sostenibilità e valore economico, spostando il focus dalla pura etica all’efficienza e all’innovazione.
Il futuro della finanza sostenibile dipenderà dalla capacità di adattarsi a nuove dinamiche economiche, politiche e di mercato. Non si tratta di scegliere tra ESG e investimenti tradizionali, ma di comprendere come integrare la sostenibilità in un mondo finanziario sempre più complesso.
Gli investitori più lungimiranti non abbandoneranno la sostenibilità, ma la interpreteranno con un approccio più maturo e concreto, lontano da slogan di marketing e più vicino alle reali opportunità economiche del futuro.