L’AI sta ridefinendo l’economia USA: i numeri dietro la rivoluzione

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L’economia statunitense sta cambiando pelle, e l’intelligenza artificiale (AI) è al centro di questa trasformazione. Un dato sbalorditivo emerso dall’anticipazione dei dati sul PIL del secondo trimestre 2025, riportato dall’analista Neil Dutta di Renaissance Macro, ha scosso le certezze degli economisti: gli investimenti in capitale (capex) legati all’AI, definiti come spese in attrezzature per l’elaborazione delle informazioni (hardware come server e GPU) e software (piattaforme di machine learning e analytics), hanno contribuito alla crescita del PIL più della spesa dei consumatori. Questo è un punto di svolta per un’economia in cui i consumatori rappresentano tradizionalmente il 68-70% del PIL, mentre i settori legati all’AI pesano appena il 6%. Come è possibile che un segmento così piccolo stia rubando la scena al gigante della spesa al consumo? Scopriamolo insieme, numeri alla mano, e vediamo cosa significa per il futuro.

I numeri che raccontano la storia

Secondo i dati del Bureau of Economic Analysis (BEA), la crescita del PIL reale degli Stati Uniti nel secondo trimestre 2025 è stata del 2,8% su base annua (dato annualizzato, destagionalizzato). Di questo aumento, una porzione significativa è attribuibile agli investimenti fissi non residenziali, in particolare quelli in attrezzature per l’elaborazione delle informazioni (server, chip, infrastrutture cloud) e software. Neil Dutta ha calcolato che, nella prima metà del 2025, questi investimenti hanno aggiunto 0,9 punti percentuali alla crescita del PIL, superando il contributo della spesa per consumi personali, che si è fermata a circa 0,7 punti percentuali. Per mettere questo in prospettiva:

  • La spesa dei consumatori, che include acquisti di beni durevoli (es. auto), non durevoli (es. alimentari) e servizi (es. viaggi), è cresciuta solo dell’1,5% nel secondo trimestre, un rallentamento rispetto al 2,0% del primo trimestre.
  • Gli investimenti in AI, invece, hanno registrato un balzo del 12% anno su anno, trainati da colossi tech come NVIDIA, Microsoft e Amazon, che stanno riversando miliardi in data center e infrastrutture per il machine learning.

Questo sorpasso è straordinario perché, storicamente, la spesa dei consumatori è stata il motore indiscusso della crescita economica statunitense. Negli ultimi 20 anni, il contributo medio dei consumi alla crescita del PIL è stato di circa 2,0-2,5 punti percentuali annui, mentre gli investimenti in capitale tecnologico raramente hanno superato lo 0,5%.

Il mercato azionario: uno specchio dell’economia?

Il mercato azionario sembra confermare questa tendenza. L’indice S&P 500 ha raggiunto nuovi massimi storici nel 2025, con una performance trainata dai titoli legati all’AI. Aziende come NVIDIA, Alphabet e Microsoft hanno sovraperformato, mentre titoli più orientati al consumatore, come Chipotle Mexican Grill e UPS, hanno subito pesanti cali. Questo divario riflette una biforcazione nell’economia: i settori tecnologici stanno galoppando, mentre quelli legati alla domanda dei consumatori mostrano segnali di affanno.

Questa divergenza ha messo in discussione l’idea che “il mercato azionario è l’economia”, una tesi che si basa sull’assunto che i prezzi delle azioni riflettano le dinamiche macroeconomiche. Ma il dato di Dutta risolve il dilemma: se l’AI sta diventando il principale driver di crescita del PIL, allora la forza dei titoli tech non è una bolla isolata, ma un riflesso della nuova realtà economica. In altre parole, il mercato sta “prezzando” correttamente il peso crescente dell’AI.

 

Perché l’AI sta “divorando” l’economia?

Il termine “divorando” è volutamente provocatorio, ma i numeri lo giustificano. Ecco i fattori chiave dietro questo boom:

  1. Investimenti massicci in infrastrutture AI: Le aziende stanno spendendo cifre record per costruire data center. Ad esempio, Amazon Web Services ha annunciato piani per investire $75 miliardi nel 2025 in infrastrutture cloud, molte delle quali dedicate all’AI. NVIDIA, leader nei chip per il machine learning, ha riportato ricavi di $26 miliardi nel suo ultimo trimestre, un aumento del 120% anno su anno.
  2. Domanda di soluzioni AI: Dall’healthcare (diagnostica predittiva) alla finanza (trading algoritmico) fino alla logistica (ottimizzazione delle supply chain), l’AI sta diventando indispensabile. Secondo un rapporto di McKinsey, l’adozione di AI potrebbe aggiungere $13 trilioni al PIL globale entro il 2030, con gli USA in prima linea.
  3. Rallentamento della spesa dei consumatori: La crescita anemica della spesa al consumo (+1,5%) potrebbe riflettere pressioni come l’inflazione (che si attesta al 3,2% nel 2025, secondo il BEA) e tassi di interesse elevati (il tasso della Fed è al 4,75-5,00%). I consumatori stanno stringendo la cinghia, mentre le aziende tech continuano a investire senza sosta.

Cosa significa per noi?

Questo spostamento verso un’economia guidata dall’AI ha implicazioni profonde:

  • Investitori: Se hai un portafoglio azionario, valuta se sei esposto ai settori giusti. I titoli tech legati all’AI stanno trainando il mercato, ma la loro valutazione elevata comporta rischi in caso di correzioni.
  • Consumatori: Un’economia meno dipendente dalla spesa al consumo potrebbe significare meno incentivi per i retailer, ma anche prezzi potenzialmente più bassi per servizi basati su AI.

 

È una bolla o il futuro?

Il boom dell’AI è impressionante, ma non privo di rischi. Gli investimenti in capitale sono ciclici: un rallentamento della domanda di AI o un aumento dei costi di finanziamento potrebbe frenare questa corsa. Inoltre, la debolezza della spesa dei consumatori potrebbe segnalare fragilità strutturali nell’economia, come disuguaglianze crescenti o una fiducia in calo. Secondo un sondaggio di Conference Board, l’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 66,8 a luglio 2025, il livello più basso in 18 mesi. Eppure, l’AI non mostra segni di rallentamento.

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