Per anni l’auto elettrica è stata associata a Tesla, simbolo di innovazione e disruption. Tuttavia, nel silenzio operativo dell’Asia, la Cina ha costruito un dominio industriale che ora sfida (e in molti casi supera) i colossi occidentali, non solo in termini di volumi ma anche di tecnologia, integrazione verticale e leadership nei costi.
Il caso emblematico è quello di BYD (Build Your Dreams), azienda cinese fondata nel 1995, che è passata da produttrice di batterie a leader globale dell’auto elettrica. Mentre Tesla concentra l’attenzione dei media, BYD ha superato i numeri di vendita nel 2023, conquistando mercati globali con una strategia meno appariscente ma estremamente efficace.
In questo articolo vediamo perché la Cina – e in particolare BYD – sta vincendo la transizione energetica nell’automotive, analizzando tecnologia, efficienza produttiva, vantaggio competitivo e differenze chiave rispetto a Tesla.
1. La Cina al centro della supply chain globale dell’elettrico
Uno dei principali vantaggi della Cina è il controllo quasi totale sulla catena di fornitura dei veicoli elettrici:
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Produzione di batterie: CATL e BYD sono tra i principali produttori mondiali di batterie al litio. La Cina rappresenta oltre il 75% della capacità produttiva globale.
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Accesso alle materie prime: Pechino ha stretto accordi strategici in Africa e America Latina per garantire forniture di litio, nichel, cobalto e terre rare.
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Integrazione verticale: Molte case automobilistiche cinesi, tra cui BYD, producono internamente motori, batterie e software, riducendo i costi e aumentando l’efficienza.
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Economia di scala: Grazie a sussidi interni e al vasto mercato domestico, i produttori cinesi possono testare, iterare e scalare modelli più velocemente di qualunque altro concorrente.
Questo ecosistema ha permesso alla Cina di ridurre drasticamente i costi di produzione e di posizionarsi come esportatore netto di veicoli elettrici.

2. BYD: il campione cinese dell’elettrico
Nel 2023 BYD ha superato Tesla nelle vendite globali di veicoli elettrici puri (BEV) nel quarto trimestre, consolidando la sua posizione da protagonista della transizione green. Ma come ha fatto?
1. Tecnologia proprietaria nelle batterie
BYD ha sviluppato la batteria “Blade”, una batteria LFP (litio-ferro-fosfato) più sicura, duratura ed economica rispetto alle celle NMC (nichel-manganese-cobalto) usate da molti concorrenti. Le batterie Blade sono resistenti al fuoco, hanno un ciclo vita superiore e costano meno.
2. Integrazione verticale completa
A differenza di Tesla (che si affida a fornitori come Panasonic, CATL, LG), BYD produce internamente batterie, semiconduttori, elettronica di potenza e componenti chiave, rendendola meno vulnerabile ai colli di bottiglia della supply chain.
3. Prezzo e accessibilità
BYD ha un portafoglio di modelli più ampio e accessibile, con vetture entry-level come la BYD Dolphin o la Seagull che costano tra i 10.000 e i 20.000 euro, ma sono dotate di tecnologie avanzate, autonomia competitiva e design curato.
4. Espansione internazionale aggressiva
La casa cinese ha iniziato ad esportare massicciamente in Europa, Sud America e Asia con strategie mirate e partnership locali, aprendo impianti produttivi in paesi come Thailandia, Brasile e Ungheria.
Tesla resta un leader in termini di brand, software e performance. Tuttavia, il confronto diretto mostra alcuni punti in cui BYD sta guadagnando vantaggio competitivo:

Tesla resta più forte nell’esperienza utente, nei servizi digitali e nel branding globale. Tuttavia, BYD vince su scala, efficienza e penetrazione in mercati emergenti, dove il prezzo è un fattore chiave.

4. Implicazioni per gli investitori e per il settore
Il sorpasso della Cina nella mobilità elettrica ha impatti notevoli per gli investitori e per i competitor globali:
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Valutazioni più attraenti: aziende cinesi come BYD sono spesso scambiate a multipli molto più bassi rispetto a Tesla, pur avendo una crescita simile.
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Esposizione a settori chiave: investire in produttori cinesi permette di cavalcare la domanda globale di elettrificazione a costi più contenuti.
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ETF settoriali: strumenti come KraneShares Electric Vehicles & Future Mobility ETF (KARS) o Global X China Electric Vehicle ETF (2845.HK) offrono accesso diversificato al settore.
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Rischi geopolitici: attenzione a tensioni tra Cina e Occidente, che potrebbero influenzare dazi, accesso ai mercati e normative ambientali.
5. Cinque punti chiave da ricordare
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La Cina ha conquistato la leadership nei veicoli elettrici grazie a controllo della filiera, integrazione e costi inferiori.
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BYD è il caso più emblematico, superando Tesla per vendite e offrendo un modello scalabile a livello globale.
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La tecnologia proprietaria (come la batteria Blade) consente maggiore autonomia operativa e vantaggio competitivo.
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Tesla resta forte su software, brand e innovazione, ma rischia di perdere il treno dei veicoli accessibili.
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Gli investitori possono trarre vantaggio da questa dinamica puntando su player cinesi selezionati o ETF tematici, valutando attentamente i rischi geopolitici.
Conclusioni: una rivoluzione silenziosa ma inarrestabile
Mentre l’Occidente celebra il progresso elettrico con startup e grandi nomi, la Cina sta costruendo con metodo e disciplina un dominio industriale difficile da scalfire. La sfida non è più solo “produrre auto elettriche”, ma farlo su larga scala, con efficienza, tecnologia e accessibilità.
Tesla ha cambiato le regole del gioco. Ma ora è BYD – e con lei la Cina intera – a dominarne il campo.
E l’Occidente farebbe bene a prendere appunti.